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Modello di Organizzazione, Gestione e Controllo
D.lgs 231/2001
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Premessa
L'adozione dei Modelli di Organizzazione, Gestione e
Controllo è sempre meno una facoltà. A fare pressing
sull'obbligatorietà dell'adempimento è il Tribunale di
Milano che ha condannato l'Amministratore Delegato di una
società, oggetto di un procedimento penale ex D.Lgs.
231/2001, a risarcire la propria impresa dei «danni da
quest'ultima subiti in connessione con l'omessa adozione di
un adeguato modello organizzativo» (Tribunale di Milano,
VIII Sezione civile, sentenza n. 1774 del 2008).
Quindi l'organo di vertice della società che non abbia
provveduto a predisporre la rete di prevenzione potrà essere
chiamato a rispondere direttamente dei danni patiti dalla
società stessa.
È questo l'ultimo e non certo imprevedibile segnale circa la
necessità da parte delle imprese - nei propri organi
dirigenti - di provvedere alla predisposizione e
all'aggiornamento del Modello di Organizzazione, Gestione e
Controllo.
In questi anni il D.Lgs. 231/01 è stato infatti plasmato non
solo dal Legislatore con una continua attività di
implementazione delle fattispecie incriminatrici, ma anche
da altri tipi di provvedimenti che hanno determinato l'inequivoco
risultato del passaggio dalla natura facoltativa
dell'adozione del “Modello 231” alla sua obbligatorietà.
Tra i fattori che hanno determinato tale passaggio possiamo
annoverare il provvedimento della Consob sull'obbligatorietà
del modello per le società che intendono essere quotate nel
segmento Star di Borsa italiana; l'introduzione nel Decreto
dei Delitti Colposi di Lesioni e Omicidio verificatisi per
violazione della normativa antinfortunistica, i numerosi
provvedimenti applicativi di misure cautelari emessi dalla
Magistratura Penale alle Società, il nuovo approccio degli
Enti locali che stanno orientando sempre più le proprie
scelte anche di natura contrattuale al previo riscontro di
quei principi di legalità e trasparenza che ispirano il
D.Lgs. 231/2001.
L’adeguamento da parte dell’Ente a quanto previsto da tale
rilevante normativa consentirà, pertanto, di tutelare
concretamente ed effettivamente l’Ente e tutti coloro che in
esso esercitano la propria attività lavorativa.
Dotare l’Ente di un Modello di Organizzazione e di Gestione
atto a prevenire reati, costituisce, quindi, per diverse
ragioni, una scelta strategica, per l’Ente, per i soci e per
gli amministratori.
Si tratta, all’evidenza, di benefici che potranno tradursi
in utilità economica per la Società sia diretta, derivante
dal non pagamento di sanzioni pecuniarie, sia indiretta,
derivante dalla non applicazione delle sanzioni interdittive.
La norma, le sanzioni e i reati
Il D. Lgs 231/2001 - “Disciplina della responsabilità
amministrativa delle persone giuridiche, delle società e
delle associazioni anche prive di personalità giuridica” –
prevede che l’Ente sia responsabile per i reati commessi nel
suo interesse o vantaggio, dalle persone che rivestono,
anche di fatto, funzioni di rappresentanza, amministrazione
o direzione della società o dalle persone sottoposte alla
direzione o vigilanza di uno dei citati soggetti.
L’Ente è esente da responsabilità per i reati commessi dai
soggetti sopra indicati se dimostra di avere: |
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adottato ed
efficacemente attuato un Modello Organizzativo e di Gestione
idoneo a prevenire i reati della specie di quello
verificatosi, se previsto dal Decreto;
affidato
ad un Organismo dell’Ente il compito di vigilare sul
funzionamento e sull’osservanza del suddetto Modello. |
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Le sanzioni
previste per l’Ente, qualora non siano in grado di provare
quanto sopra, sono le seguenti: |
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Pecuniarie; Interdittive;
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interdizione
dall’esercizio dell’attività; |
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sospensione o revoca
delle autorizzazioni, licenze o concessioni
funzionali alla commissione dell’illecito; |
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divieto di contrarre
con la Pubblica Amministrazione; |
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esclusione da
agevolazioni, finanziamenti, contributi o sussidi; |
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divieto di
pubblicizzare beni o servizi. |
Confisca del prezzo o del profitto del reato.
Pubblicazione della sentenza di condanna. |
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I reati che
ricadono nel D.Lgs. 231/01, ai quali si sono nel tempo
aggiunti i reati societari (D.Lgs. 61/02) ed i reati in
materia di norme antinfortunistiche e tutela dell'igiene e
della salute sul lavoro (D.Lgs. 123/07) riguardano:
Art. 24: indebita percezione di erogazioni pubbliche,
truffa in danno dello Stato o di enti pubblici o per il
conseguimento di erogazioni pubbliche (es. contributi
comunitari, statali, regionali, ecc.), frode informatica in
danno dello Stato o di altro ente pubblico;
Art. 25: concussione e corruzione (per un atto
d’ufficio e per un atto contrario ai doveri d’ufficio; in
atti giudiziari; istigazione alla corruzione)
Art. 25-bis: falsità in monete, in carte di pubblico
credito e in valori di bollo
Art. 25 – ter: reati societari |
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False comunicazioni sociali
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Impedito controllo
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Falso in prospetto
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Falsità
nelle relazioni o nelle comunicazioni della società di
revisione
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Indebita
restituzione di conferimenti
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Formazione fittizia del capitale
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Indebita
ripartizione dei beni sociali da parte dei liquidatori
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Illecita
influenza sull’assemblea
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Aggiotaggio
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Ostacolo
all’esercizio delle funzioni delle autorità pubbliche di
vigilanza
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Art.
25-quater: delitti con finalità di terrorismo o di eversione
all’ordine democratico previsti dal cpp e da leggi speciali
Art. 25-quinquies: delitti contro la personalità individuale
Art. 25-sexies: Abuso di informazioni privilegiate e
manipolazione del mercato
Art. 25-septies: omicidio colposo e lesioni colpose gravi o
gravissime, commesse con violazione delle norme
antinfortunistiche e sulla tutela dell'igiene e della salute
sul lavoro
Art. 25-octies: ricettazione, riciclaggio, impiego di beni o
denaro di provenienza illecita |
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I SERVIZI ITALCONSULT
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I servizi di consulenza offerti, inerenti
il D.Lgs 231/2001, consistono in: |
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Realizzazione Modello, servizio
finalizzato alla realizzazione del Modello Organizzativo
parte generale e speciale, Sistema Disciplinare, Codice
Etico, sistema di deleghe, etc.;
-
Business Process Re-engineering, servizio
finalizzato alla re-ingegnerizzazione dei processi per
ridurre il livello di rischio di ogni processo a livello
accettabile;
-
Mantenimento, servizio finalizzato alla
manutenzione e aggiornamento del Modello di Organizzazione,
Gestione e Controllo, in base agli aggiornamenti legislativi
ed ai mutamenti organizzativi emersi.
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Il processo di progettazione ed
implementazione del Modello di Organizzazione, Gestione e
Controllo è sviluppato sulle seguenti principali attività: |
| FASE 1 |
Esame della realtà
aziendale, attraverso l’analisi dei principali documenti
societari (Statuto, Delibere, Deleghe, Procure,
Organigramma, Mansionari,etc.); |
| FASE 2 |
Analisi dei processi
aziendali, mediante interviste e colloqui con i Key
Officer, con particolare attenzione alle procedure di
controllo interno; |
| FASE 3 |
Mappatura delle funzioni
ed aree aziendali e dei rischi potenziali di commissione
reato; |
| FASE 4 |
Identificazione dei
rischi potenziali, dei controlli in essere e del rischio
residuo. Stesura della Matrice rischio
reati/processi/funzioni; |
| FASE 5 |
Progettazione del
Modello Organizzativo, attraverso lo studio e la
realizzazione di un modello organizzativo documentato ed
adeguato alla realtà gestionale dell’organizzazione
coinvolta. Tale Modello prevederà la definizione del
Codice Etico, del Sistema Disciplinare e dei Protocolli; |
| FASE 6 |
Applicazione e controllo
del Modello Organizzativo, attraverso il supporto
all’organizzazione nell’introduzione e sorveglianza
continua del Modello Organizzativo mediante la
produzione di atti formali e sostanziali quali ad
esempio: |
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- Riunione/i del Consiglio di Amministrazione
/Organismo di Vigilanza;
- Comunicazione a tutto il personale della
costituzione dell’Organismo di Vigilanza;
- Comunicazione e trasmissione a tutto il
personale dei documenti approvati;
- Interventi di formazione e informazione.
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Vantaggio ed utilità sul piano dell’organizzazione
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-
Evitare i contraccolpi legati alla
commissione di illeciti e di reati;
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Prevenire le conseguenze di sanzioni
economiche ed interdittive alle persone giuridiche;
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Creare trasparenza organizzativa ed
operativa;
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Aumentare e confermare i requisiti etici
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La creazione del Modello di Organizzazione, Gestione e
Controllo risponde a criteri di buona organizzazione e
correttezza gestionale secondo i principi di disciplina e di
etica negli affari.
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Vantaggio sul piano economico
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Proteggere il valore del capitale sociale
nell’interesse dei soci;
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Evitare i costi imprevisti per le
conseguenze dirette e/o indirette di sanzioni interdittive,
civili, economiche e penali;
-
Creare l’affidabilità con la trasparenza
della governance a tutela del management da responsabilità
penali;
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Potenziare l’immagine dell’impresa;
-
Evitare misure cautelari interdittive
particolarmente gravose.
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Per informazioni: pasqualeperrella@italconsult.net |
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