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L’attività
di pianificazione e di controllo strategico rappresentano il
punto di collegamento tra il pensiero strategico del vertice e
tutti gli interventi di trasformazione dell’azienda .
L’obiettivo è di passare da una gestione dell’azienda
improntata all’ottimizzazione, a un atteggiamento
imprenditoriale, in cui il successo è determinato dalla
capacità di individuare le giuste priorità e di presidiarle
efficacemente.
Il processo di controllo strategico implica l’utilizzo di
indicatori che esprimano il raggiungimento, o meno, degli
obiettivi strategici. Tali indicatori possono essere anche
strettamente operativi, quando questi costituiscono le priorità
derivanti di un obiettivo strategico.
Un sistema di controllo deve basarsi sulla verifica a
posteriori di quanto è stato conseguito e sulla gestione
delle leve che consentono di ottenere tali risultati. Il
presidio quindi dei legami causali tra le diverse variabili in
gioco è una condizione irrinunciabile per un buon controllo
strategico.
Altro aspetto fondamentale è la necessità di gestire piani e
obiettivi dinamici, che possano essere modificati nel tempo,
anche con frequenza elevata.
Inoltre
il controllo strategico ha caratteristiche assolutamente
specifiche per ciascuna azienda e non può essere ingabbiato
in rigidi schemi predefiniti.
Uno strumento di controllo strategico deve tradurre la
strategia in piani d’azione, correlare gli obiettivi
strategici con misure quantitative, comunicare immediatamente
a tutti la strategia e gli obiettivi correlati, fornire
feedback sulle attività aziendali, evidenziare le
correlazioni causa-effetto, contenere obiettivi sia
quantitativi sia qualitativi e consentire una
personalizzazione sulla specifica realtà aziendale.
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